“Succ e ‘mlon la so’ stagion”

 

…dicevano i nostri Nonni, a proposito dei frutti della terra. Per la societa contadina il tempo aveva il suo valore. Il valore esigeva rispetto e capacita di attesa. Frutta e verdura maturavano secondo un calendario che metteva a disposizione delle famiglie i cibi di stagione.

Ricca era la dotazione di varieta che soddisfacevano il palato nei diversi momenti dell’anno.

Poi qualcosa cambio, in coincidenza con il “boom” dell’economia, fenomeno che porto benessere diffuso, ma che con il tempo ci ha travolti, innescando una vera e propria frenesia consumistica, cancellando intere pagine della nostra storia.

“Noi siamo cio che mangiamo” diceva un famoso filosofo. Le pagine della nostra storia, che abbiamo chiuso, sacrificandole a un modernismo poco saggio, custodiscono abitudini alimentari che abbiamo perduto: una parte del nostro mondo, della nostra identita.

Siamo caduti nella trappola che confonde l’apparenza con la sostanza. Abbiamo ceduto alla irresistibile attrazione dei banchi dei supermercati carichi di frutta e verdure belle, studiate per colpire la vista: pomodori rossi gommosi e insipidi, ma maturi pure a Natale, melanzane pasquali e fragole invernali. La pacchia del petrolio a buon prezzo (che sta per finire… ha globalizzato cervelli e palati: vino dall’Austria, kiwi dalla Nuova Zelanda, pere Sudamericane, aglio dalla Cina.

Abbiamo dimenticato che esistono le stagioni, abbiamo messo da parte i prodotti della terra di casa nostra, selezionati nel corso dei secoli, in relazione al nostro ambiente e al nostro clima, per rincorrere l’improbabile illusione di un tempo senza stagioni, capace di regalarci qualsiasi cibo in ogni momento.

Qualcuno dice che non esistiamo piu come persone, ma solo come consumatori di beni. Speriamo non sia vero, ma in qualunque caso sta a noi – come consumatori – recuperare i prodotti e i sapori di casa nostra, come la zucca della pianura padana.

Oggi il Comune di Lungavilla e l’Associazione, sono impegnati a recuperare l’origine della zucca “berretta da prete” per rilanciarne la coltivazione.

Il tempo perduto puo tornare, insieme al naturale e incancellabile ritmo delle stagioni: quello che scandisce il tempo della natura e della vita.